Responsabilità genitoriale e rapporti tra genitori figli

La sanzione amministrativa di cui all’art. 709 ter c.p.c. è lo strumento con il quale il Giudice può reprimere i comportamenti ostruzionistici del genitore che ledono il diritto del figlio alla “bigenitorialità”

30 LUGLIO 2019 Con l’ordinanza n. 13400/2019 del 17 maggio 2019, la Prima Sezione della Cassazione Civile ha respinto il ricorso di una madre avverso la decisione della Corte d’appello di Torino che, in parziale accoglimento dell’appello proposto dal marito separato, l’aveva condannata (ex art.

Non basta il legame affettivo col padre per escludere l’adottabilità, ma occorre accertare la sua capacità di accudimento

25 LUGLIO 2019 IL CASO. Il Tribunale dei Minorenni di Torino aveva dichiarato lo stato di adottabilità di un minore, il cui padre aveva commesso una serie di reati. La Corte d’appello di Torino, su ricorso del padre, riformava la sentenza del TM, revocando la dichiarazione di adottabilità del figlio minore e disponendo la permanenza del minore presso la famiglia affidataria per un tempo sufficiente a consentire il graduale ricostituirsi del rapporto padre/figlio, dando incarico ai Servizi sociali territoriali di garantire la ripresa dei rapporti anche con altre figure parentali.

Anche la privazione affettiva ed educativa può integrare lo “stato di abbandono” ai fini della dichiarazione di adottabilità

17 LUGLIO 2019 IL CASO. La madre di una minore proponeva appello avverso la sentenza del Tribunale per i Minorenni di Messina con la quale era stato dichiarato lo stato di adottabilità della figlia. Secondo il TM, infatti, i genitori (l’una con psicopatologie e l’altro con dipendenze da alcool) non si erano dimostrati disponibili ad affrontare le proprie problematiche personali e sanitarie, manifestando in tal modo “la propria inadeguatezza al recupero della propria capacità genitoriale in tempi compatibili con il diritto della minore G.

La prova del danno è indispensabile per il risarcimento del pregiudizio da responsabilità genitoriale

17 LUGLIO 2019 Con l’ordinanza n. 17164/2019 la Prima Sezione civile della Cassazione è tornata ad occuparsi del danno da responsabilità genitoriale. Si trattava del caso di un giovane che lamentava un “danno esistenziale in ragione della mancata presenza della figura paterna nella propria vita” e che si era visto accogliere la propria domanda di risarcimento dal Tribunale di Firenze, con una sentenza che era stata però riformata dalla Corte d’appello, che l’aveva invece rigettata, ritenendo insussistente la prova del pregiudizio esistenziale lamentato.

CTU “trasformativa”, “pedagogista di prossimità” e coordinazione genitoriale in un’ordinanza del Tribunale di Roma

13 GIUGNO 2019 L’alta conflittualità nella crisi della coppia genitoriale è una delle prime cause di abuso sull’infanzia nel nostro paese. Gli effetti che ricadono sui minori sono ben più gravi di quanto il semplice buon senso possa far immaginare; la ricerca scientifica ha messo in evidenza, di recente, la correlazione tra le cosiddette childood adversity e squilibri organici, come il cronico innalzamento dei livelli di cortisolo, e persino modificazioni cromosomiche.

Responsabilità civile genitoriale: il genitore “assente” dalla vita del figlio non può invocare a sua discolpa il fatto che (anche) l’altro genitore non abbia adempiuto ai propri doveri

13 GIUGNO 2019 La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 14382/2019, pubblicata il 27.5.2019, ha rigettato il ricorso di un genitore che era stato condannato dal Tribunale di Messina, con sentenza confermata della Corte d’appello messinese, a risarcire la figlia per i danni patrimoniali e non patrimoniali “derivanti dalla assunta violazione… dei suoi obblighi” genitoriali e, in particolare, di quello “di mantenere, istruire ed educare la prole”.

Decade dalla responsabilità genitoriale il padre che non accetta di incontrare la figlia alla presenza di terzi

13 GIUGNO 2019 IL CASO. Il Tribunale per i Minorenni delle Marche aveva dichiarato Tizio decaduto dalla responsabilità genitoriale nei confronti della figlia Caia, dopo aver accertato il suo “disinteresse nei confronti della figlia, tradottosi nell’interruzione di ogni rapporto con la stessa per la ragione espressa di non voler sottostare alla regolamentazione limitativa degli incontri disposta dall’A.

Il genitore detenuto e condannato alla pena accessoria della sospensione dalla responsabilità genitoriale non può essere dichiarato decaduto ex art. 330 c.c.

30 MAGGIO 2019 IL CASO. Avanti il Tribunale per i minorenni di Caltanissetta veniva aperto procedimento ex art. 330 c.c. nei confronti di un padre condannato alla pena accessoria della sospensione dalla responsabilità genitoriale per reati non commessi in danno dei figli minori o con abuso della responsabilità genitoriale.

Non può pronunciarsi la decadenza dalla responsabilità genitoriale nonostante le risultanze della CTU (favorevoli al genitore) e senza motivare adeguatamente in ordine all’interesse del minore

16 MAGGIO 2019 IL CASO. La Corte d’appello di Bologna, con decreto del 12.4.2018, confermava il provvedimento di decadenza dalla responsabilità genitoriale della madre di una bambina pronunciato dal Tribunale per i minorenni di Bologna sulla base delle risultanze della CTU e dell’accertato disturbo psicologico della madre.

La Cassazione ribadisce l’imprescindibilità dell’ascolto del minore nei procedimenti che lo riguardano e la conseguente obbligatorietà, per il Giudice, di motivare le ragioni del mancato ascolto

02 MAGGIO 2019 IL CASO. Il Tribunale di Vicenza, adito da una madre con ricorso ex art. 337 bis c.c, in parziale accoglimento disponeva l’affidamento condiviso dei due figli minori, con collocamento prevalente presso la madre e regolamentazione del diritto di visita in favore del padre, nonché a carico di quest’ultimo un contributo al mantenimento di 150 euro per ciascun figlio; veniva altresì accolta l’istanza di iscrizione del figlio più piccolo alla scuola media del comune dell’attuale residenza avanzata dalla madre.

Nella separazione con minori la nomina di un curatore speciale non è automatica ma dev'essere oggetto di valutazione

04 APRILE 2019 IL CASO. In un procedimento di limitazione/ablazione della responsabilità genitoriale, il Tribunale per i minorenni di Torino, nominato un Curatore speciale dei minori coinvolti, disposta la collocazione dei minori stessi in una comunità socioeducativa insieme alla madre, dichiarava la propria incompetenza a favore del Tribunale ordinario di Torino in ragione della pendenza di procedimento di separazione giudiziale tra i genitori.

Per il Tribunale di Bologna l’affidamento del minore ai Servizi Sociali è da preferirsi alla nomina di un coordinatore genitoriale

07 MARZO 2019 IL CASO. Dalla relazione tra Tizio e Caia era nato Tizietto, che era stato riconosciuto da entrambi i genitori. A seguito della cessazione della convivenza, Caia aveva proposto ricorso al Tribunale di Bologna, chiedendo l’affidamento condiviso del figlio minore, con “collocazione presso la madre”, ed un contributo al mantenimento da parte del padre nella misura di euro 600,00 mensili, oltre al 70% delle spese straordinarie.

Il principio di bigenitorialità non si traduce automaticamente in tempi paritetici

19 FEBBRAIO 2019 È questo il principio ribadito dalla Corte di Cassazione nell’ordinanza n. 31902/2018. IL CASO.  La Corte d’Appello di Roma, in una controversia relativa all’esercizio della genitorialità ed al regime di frequentazione di una minore, accertava l’esistenza di una grave conflittualità e competitività fra i genitori tale da generare una paralisi decisionale anche su scelte importanti, quali quelle relative alla salute ed al percorso scolastico della minore.

Per i procedimenti ex art. 337 bis e segg. cc è competente il giudice del luogo di residenza abituale del figlio minore

21 NOVEMBRE 2018 Due ordinanze del Tribunale di Mantova, in data 10.5.2018, e del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere del 27.9.2018, chiariscono che nei procedimenti di affidamento e mantenimento di un figlio minore nato da genitori non coniugati la competenza per territorio spetta al giudice del luogo di abituale residenza del minore.

La Corte d’Appello di Venezia muta il “collocamento” di una figlia subordinandolo al trasferimento di residenza del padre (a cura e spese della madre)

06 NOVEMBRE 2018 Nell’ambito di un procedimento di affidamento della figlia ai sensi dell’art. 337 bis c.c. e ss, la Corte d’Appello di Venezia con un provvedimento del 28.7.2018, a modifica di un decreto del Tribunale per i Minorenni, che aveva affidato la figlia in via condivisa ai genitori con collocamento presso il padre nella località di residenza di quest’ultimo, ha disposto il trasferimento della figlia presso la madre in un’altra località distante 90 km dalla prima “solo dopo che quest’ultima abbia stipulato un contratto di locazione di appartamento nel medesimo comune che il padre potrà e dovrà occupare nei periodi in cui starà con la figlia”.

Per il Tribunale di Mantova il genitore inadempiente non può essere sanzionato ex art. 614-bis c.p.c. (ma solo ex art. 709-ter c.p.c.)

14 OTTOBRE 2018 IL CASO. Tizia aveva adito il Tribunale di Mantova, chiedendo la modifica delle condizioni di divorzio. In particolare, aveva chiesto che, “previa istruttoria, volta a valutare le capacità genitoriali per accertare le ragioni del rifiuto di [Tizietta]” nei confronti del padre, fossero stabilite “le frequentazioni delle figlie con il padre nel rispetto della volontà delle minori stesse e nel loro esclusivo interesse”.

Se i genitori vivono in continenti diversi la responsabilità genitoriale può essere esercitata per delega

10 MAGGIO 2018 Con provvedimento in data 29 gennaio 2018, la Corte d’Appello di Venezia ha respinto il reclamo avverso il decreto del Tribunale di Verona, pronunciato a seguito di ricorso ex art. 337 ter c.c., che aveva regolamentato i “rapporti genitoriali ed economici in favore dei minori” nei confronti di due genitori residenti in continenti diversi: la madre in Italia con i figli, il padre in Cina.

Il riconoscimento giudiziale può essere negato solo in caso di comprovato, gravissimo danno per il figlio

10 MAGGIO 2018 IL CASO. Il Signor X ricorreva, ex art. 250 c.c., al Tribunale di Bologna, per ottenere il riconoscimento della figlia nata fuori del matrimonio ed i conseguenti provvedimenti. Si costituiva in giudizio la madre, nulla opponendo al richiesto riconoscimento, addebitando tuttavia al ricorrente un disinteresse verso la minore, nonché la mancata contribuzione al suo mantenimento.

La residenza abituale dei minori, da valutare ai fini della giurisdizione, è un quid facti che dipende anche da indici di natura proiettiva e non muta in caso di temporaneo soggiorno in un altro Paese

20 APRILE 2018 La sentenza della Corte di Cassazione 19-XII-/30-III-2018 si sofferma sull’interpretazione del concetto di residenza abituale che il Reg. CE 2201/2003 (Bruxelles II bis) utilizza come principale criterio di giurisdizione per le cause di affidamento di minori.

Per il Tribunale di Modena il vantaggio dei vaccini consiste nella protezione dalla malattia e dalle sue conseguenze

22 FEBBRAIO 2018 Con provvedimento del 19.12.2017, il Tribunale di Modena ha accolto la richiesta del padre di sottoporre la figlia alle vaccinazioni previste dal piano vaccinale della Regione Emilia Romagna nonostante il dissenso della madre, dopo aver demandato la questione ad una CTU ed aderendo in toto alle conclusioni del Consulente.