Il parere dell’AGIA e la delibera di APF sul disegno di legge Pillon

Il ddl 735, più noto come “disegno di legge Pillon”, da mesi all’esame della Commissione Giustizia del Senato insieme ad altri ddl (45, 118, 768, 837), anch’essi riguardanti il tema dell’affido materialmente condiviso, ha raccolto in questi mesi le critiche quasi unanimi di magistrati, avvocati, mediatori, psicologi, neuropsichiatri e di moltissime associazioni, espressione della società civile.

Deve esser stata letta dunque con sollievo generale la dichiarazione del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio riportata il 1° aprile dalla stampa:
«Quel testo non arriverà mai in un aula, è archiviato».

La consolazione, però, è durata poco, perché la dichiarazione del Sottosegretario è stata seguita dall’impegno espresso dal gruppo politico cui appartiene il firmatario del disegno di legge di portare in aula appena possibile il controverso provvedimento.

Varrà la pena allora richiamare l’attenzione sul fatto che anche l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, la cui funzione è la salvaguardia dei diritti sanciti dalla convenzione di New York del 1989 a favore di tutte le persone minori di età presenti sul territorio italiano, sentita in Commissione il 7 marzo scorso, ha espresso, sul disegno di legge, un parere fortemente critico.

Da segnalare che l’Autorità Garante ha espresso questo giudizio dopo aver ascoltato il proprio organo consultivo, composto da ragazzi di età compresa tra i 13 e 17 anni.

Secondo l’organo consultivo di AGIA

«I figli possono fare dei sacrifici per stare coi genitori, ma si aspettano che questi non stravolgano la loro vita, che consentano loro di mantenere inalterate per quanto possibile le loro abitudini

L’aver dimenticato questa esigenza è forse la carenza più grave degli estensori del ddl n° 735 e collegati.

Ha fatto piacere ritrovare nel parere inoltrato da AGIA alla Commissione giustizia del Senato una totale aderenza, su tutti i termini affrontati, rispetto al documento che era stato elaborato da APF in esito all’assemblea del 27.9.2018.

In entrambi i documenti si sottolinea infatti che
• la bigenitorialità dev’essere intesa come assunzione di responsabilità e non “spartizione” dei figli;
• la ripartizione dei tempi di permanenza coi due genitori va valutata “caso per caso”;
• il “mantenimento in forma diretta” espone a rischi di squilibri economici inaccettabili,
• la prospettata disciplina sull’assegnazione della casa antepone l’interesse economico del proprietario della casa a quello dei figli
• la mediazione, così come prevista è inutile e in alcuni casi contrasterebbe addirittura con la normativa internazionale.

Anche se il documento di APF risale ad alcuni mesi fa riteniamo utile pubblicarlo assieme al parere di AGIA.

Con l’occasione ricordiamo anche che, con la collaborazione del proprio organo consultivo, AGIA ha realizzato nel settembre 2018 pure la  “carta dei diritti dei figli dei genitori separati”, un documento così descritto nella presentazione: “pensato a tutela e protezione dei bambini e dei ragazzi coinvolti nell’esperienza della separazione, con un linguaggio snello sintetico chiaro ed efficaci utilizzabile direttamente da loro, ma con l’obiettivo di rendere consapevoli gli adulti e in primis i genitori della necessità di mantenere inalterata la centralità del figlio nella costruzione comune del nuovo assetto familiare".  

Anche i professionisti dell’area giuridica o psicologica a cui si rivolgono genitori intenzionati a separarsi, se hanno a cuore il futuro dei bambini e dei ragazzi, troveranno utile questo decalogo e magari vorranno farne omaggio ai loro clienti.

 

 

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